Il Bastone di Asclepio

Conversazioni su medicina e tecnologia

Il Bastone di Asclepio - Conversazioni su medicina e tecnologia

La telemedicina va in montagna

Il Corriere delle Alpi segnala un’interessante iniziativa dal Club Alpino Italiano, che vorrebbe sfruttare anche in montagna le potenzialità della telemedicina.

L’iniziativa prende la mosse da un progetto, voluto dalla Regione Veneto e realizzato materialmente da Open Sky, grazie al quale è stato possibile portare la banda larga inizialmente in sette rifugi alpini e successivamente ad altri diciotto per un totale di 25 rifugi dotati di connessione broadband.

Va da sé che l’accesso al web equivale, per i rifugi, alla possibilità di offrire diversi servizi ai propri clienti: dalla gestione delle prenotazioni, al pagamento via pos; dall’accesso alle informazioni nel suo complesso, alla consultazione del materiale trasmesso in tempo reale dalle webcam relativamente, ad esempio, alle condizioni meteo.

Ma acceso a Internet significa anche apertura all’offerta di servizi medici da remoto.

Almeno questa è il proposito del CAI, che ha deciso di valutare le possibilità della telemedicina per offrire al paziente un consulto medico e la diagnosi via video in tempo reale.

Ovvio che, come sottolineato nell’articolo, saranno necessari strumenti adeguati e un accordo con il SUEM (Servizio Urgenza Emergenza Medica o 118) perché ci sia sempre un medico pronto a rispondere, ma su questo il CAI sta già lavorando e sono già stati avviati i contatti con i responsabile del SUEM.

I vantaggi dell’utilizzo della telemedicina in questo contesto sono riassunti con chiarezza da Massimo Doglioni del Club Alpino Italiano: “Attivare la telemedicina nei rifugi ha diversi vantaggi: fare una prima diagnosi del paziente consentirà di evitare che l’elicottero decolli se non ce n’è realmente il bisogno, ma anche di intervenire in maniera più efficace perché il medico potrà valutare le condizioni della persona ferita senza bisogno di essere sul posto”.

Insomma, dopo la disponibilità della banda larga è la telemedicina il passo successivo per rendere più agevole la vita in montagna.

Certo, sarà necessario selezionare i produttori delle apparecchiature di telemedicina e trovare i finanziamenti (e a questo proposito pare che la Regione sia interessata al progetto e, pare, propensa a dare un contributo).

Insomma, ora che il grosso del lavoro – portare la banda larga nei rifugi – è stato fatto, non rimane che svilupparne le potenzialità.

L’obiettivo che si pone il CAI è di avviare il servizio di telemedicina già a partire dal prossimo anno, prima che abbia inizio l’estate.

Sarebbe una splendida notizia. E per gli amanti della montagna e per lo sviluppo della telemedicina nel nostro Paese.

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Category: Telemedicina

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