Il Bastone di Asclepio

Conversazioni su medicina e tecnologia

Il Bastone di Asclepio - Conversazioni su medicina e tecnologia

Avigliana, la telemedicina in pratica

Di alcune delle attività che fervono in Piemonte in materia di telemedicina avevamo già accennato.

Oggi è il momento di raccontare un progetto concreto e già attivo, presentato pochi giorni fa. Per l’esattezza il 10 luglio scorso.

Il luogo è Avigliana, piccolo ma economicamente importante comune della Val Susa, sede della centrale operativa di coordinamento per la ASL TO3 diretta da Gaetano Cosenza.

Da qui parte uno dei primi servizi di telemedicina in Italia, la cui genesi è stata illustrata nel dettaglio dalla Dott.sa Luisella Cesare e dalla referente del progetto stesso, la Dott.sa Dominga Salerno.

Il servizio tiene conto delle particolari caratteristiche demografiche della ASL TO3 – oltre il 20% di ultrasessantacinquenni, per un totale di 120.000 persone – e, di conseguenza, si rivolge soprattutto agli anziani con problemi di deambulazione, cardiopatie, diabete, broncopneumopatie croniche ostruttive, affetti da ictus e altre patologie neurologiche, demenza, lesioni cutanee ulcerose croniche, e così via.

Il progetto è semplice e prevede che, grazie alla dotazione di attrezzature digitali mobili (apparecchi elettromedicali per l’ECG, la spirometria, la misurazione di parametri quali la glicemia, ecc.) abbinate a dispositivi informatici ad hoc, gli operatori dei servizi territoriali – opportunamente formati – siano in grado di comunicare in tempo reale con gli specialisti delle diverse discipline per consulti e diagnosi. Dietro a questo lavoro c’è un’unica regia operativa incaricata di gestire i dati della cartella clinica digitale inviandone il contenuto in lettura sia agli specialisti sia ai medici di famiglia.

Per gli anziani coinvolti nel progetto, la disponibilità della soluzione di telemedicina significherà evitare gli spostamenti e ridurre i tempi di attesa per le visite mediche ambulatoriali, con la possibilità di variare le terapie in tempi rapidi, beneficiare di un maggior controllo clinico e ridurre potenzialmente il ricorso alle strutture di emergenza.

Il sistema sanitario, dal canto suo, conta di ampliare il numero dei pazienti seguiti a domicilio, senza dover aumentare le risorse professionali, ridurre i ricoveri, ottimizzare la gestione dei dati grazie alle cartelle cliniche elettroniche che consentiranno di ridurre gli errori di trascrizione, ridurre i costi per gli accertamenti, snellire le code e abbassare i tempi di attesa dei pazienti.

Il progetto parte dalla presa in carico di 25 pazienti e prevede di arrivare già entro la fine dell’anno in corso a 120 pazienti per allargarsi poi progressivamente ad altri Distretti.

Prima di essere presentato, il progetto – svela una nota stampa -  è stato validato a Bruxelles dove è stato presentato e discusso in un simposio scientifico internazionale dedicato alla Telemedicina.

Infine, sempre in sede di conferenza stampa è stata presentata una interessante proposta di sviluppo collaterale del progetto secondo la quale è prevista la possibilità di dar vita, assieme alle Facoltà di Medicina e Scienze Infermieristiche dell’Università di Torino, a master e corsi di formazione per una nuova figura professionale in grado di prendere in carico il paziente e di gestire in autonomia il sistema di telemedicina domiciliare.

Ad Avigliana toccherebbe il meritatissimo ruolo di centro regionale di ricerca clinica, elaborazione di protocolli aziendali e di riferimento formativo per i futuri operatori di Telemedicina.

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Category: Telemedicina

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